martedì 28 aprile 2009

Aumentiamo la velocità dei nostri download con Axel, Flashgot e Firefox!!



Linux sicuramente è in grado, se ben configurato, di velocizzare il nostro sistema in modo veramente consistente. Ma per quanto riguarda i download potrebbe farci comodo un buon Download Accelerator.

Fra i migliori per il nostro pinguino c'è Axel, vediamo un po come farlo funzionare:

su
apt-get install axel



E aspettiamo che termini l'installazione del programma, dopodiche se vogliamo scaricare qualcosa ci basta scrivere da terminale il comando :

axel -n 10 [url]


Al posto di 10 mettete il numero di sessioni che volete e al posto di [url] il file che volete scaricare.



L'uso del programma cosi può risultare abbastanza scomodo, allora vediamo come integrarlo nel nostro Firefox:

Da terminale, con privilegi di root di

gedit /usr/bin/myAxelgot.sh


(se non si usa gnome, mettiamo nano al posto di gedit).


Nel file appena copiato, incolliamo le seguenti righe di codice:

#!/bin/bash
# myAxelgot.sh
# Script per usare Axel in Flashgot, utilizzando xterm
# Primo argomento: il numero di segmenti in cui spezzare il file
# Secondo argomento: la directory in cui scaricare
# Terzo argomento: url del file da scaricare
# Autore: Andrea Romagnoli

xterm +hold -title "$3 - sto usando $1 connessioni" -e axel -a -n $1 -o "$2" $3



Salviamo, chiudiamo il file e rendiamolo eseguibile da tutti gli utenti:

chmod a+x /usr/bin/myAxelgot.sh


Adesso entra in gioco Flashgot, un'estensione di Firefox, installiamola e riavviamo il browser. Adesso andiamo su Strumenti/FlashGot/Altre opzioni e clicchiamo su Aggiungi:

  • Su nome mettiamo quello che vogliamo
  • Clicchiamo su Sfoglia e selezioniamo il file precedentemente creato nella cartella /usr/bin
  • Adesso dobbiamo inserire il modello degli argomenti, dove inseriremo la seguente stringa : n [FOLDER] [URL] (al posto di n inseriamo il numero di sessioni che desideriamo creare, es: 7 [FOLDER] [URL])


Clicchiamo su Ok, adesso potremo usare Axel direttamente da Firefox :D



Fonte

lunedì 20 aprile 2009

Bastano 8 amici per compromettere la tua privacy su Facebook

Cari lettori di Ac!D-ZonE oggi si torna a parlare del mito del momento, ovvero Facebook.

Ho già illustrato in precedenza tutte le "falle" di questo social-network e dei pericoli che comporta l'utilizzo dello stesso sulla nostra privacy.

Questa volta a dimostrare che la privacy non è assolutamente protetta da feisbuc sono stati alcuni ricercatori dell'Università di Cambridge, e per spiegarvi a che conclusione sono arrivati, analizziamo due casi:

  1. Utente pubblico: come il 99% degli utenti non ha mai pensato di cambiare le impostazioni sulla privacy (e diciamolo, magari non sa nemmeno che lo può fare). In questo caso basta fare una piccola ricerca e saltano fuori tutte le sue foto e lista degli amici, in poche parole tutti sono in grado di farsi i kernel suoi.
  2. Utente privato: Tipico utente intenzionato a mantenere intatta la sua privacy, per questo setta a dovere tutte le impostazioni riguardanti la privacy, rendendo cosi il suo profilo accessibile "solo agli amici". Però non sa che esiste un nuovo menu Ricerca che di default rende il profilo visibile a tutti. Anche se lui ha impostato il massimo livello di privacy, basta che tagga un amico in una foto e, non solo i suoi amici possono vedere la foto ma all'intero album.

Gli informatici per dimostrare questa teoria hanno sviluppato un software in grado di scaricare automaticamente i profili sconosciuti. Risultato? Sono riusciti a rintracciare una rete sociale di 250mila iscritti.

Immagino che mlti di voi in questo momento si stiano chiedendo: ma a chi interessano informazioni sulla vita di milioni di iscritti? A molti, secondo l'autore dello studio Joseph Bonneau, ed ha affermato che "più che al contenuto della telefonata, i servizi di intelligence si interessano alla rete di persone con cui si è in contatto".

Che ne pensate? Siete ancora convinti che usare Facebook sia un bene? Sentite ancora la vostra privacy al sicuro?


Fonte


venerdì 17 aprile 2009

Navigare anonimi in rete su Linux con TOR+Privoxy



Qualora si desidera navigare in modo anonimo in rete la scelta migliore, sia per l'anonimato che per la semplicità d'utilizzo, è l'accoppiata TOR - Privoxy.

Di questo tool ne avevo già parlato in un mio post precedente ove spiego nei dettagli il suo funzionamento(qui trovi il post).

Oggi, voglio spiegarvi come configurare TOR su una distro Linux basata su Debian(Knoppix, Ubuntu, ecc...).


Per prima cosa scarichiamo i pacchetti adatti dai repository ufficiali:

sudo apt-get install tor

sudo apt-get install privoxy


Una volta fatto ciò dobbiamo modificare una piccola cosa nel file di configurazione di Privoxy, quindi sempre da terminale:

sudo nano /etc/privoxy/config


E all'inizio del file aggiungiamo la seguente stringa:

forward-socks4a / 127.0.0.1:9050

Salviamo con Ctrl+o e uscite con Ctrl+x


Adesso la nostra accoppiata Tor-Privoxy è configurata, i principali comandi sono:
sudo /etc/init.d/tor start //Avvia tor

sudo /etc/init.d/privoxy start //Avvia Privoxy

sudo /etc/init.d/tor stop //Ferma tor

sudo /etc/init.d/privoxy stop //Ferma Privoxy

sudo /etc/init.d/tor restart //Riavvia Tor (e cambia anche l'ip ovviamente)

sudo /etc/init.d/privoxy restart //Riavvia Privoxy


Se utilizzate Firefox può farvi comodo scaricare l'add-on di Tor qui, una volta installata riavviate Privoxy, riavviate Firefox e troverete in basso a destra l'icona di stato di tor.


Nel caso in cui non usate Firefox vi basterà impostare il proxy del browser all'indirizzo 127.0.0.1 e porta 8118.


VI ricordo sempre che Tor/Privoxy non garantiscono l'anonimato al 100% quindi state attenti.


mercoledì 15 aprile 2009

Costruiamo un Metal-Detector fatto in casa!

Torniamo ancora una volta a parlare di argomenti futili quanto interessanti. Oggi vi voglio illustrare tramite questo video come costruirci un Metal-Detector con materiale che sicuramente avremo già in casa o che possiamo acquistare con pochi euro, ovvero una calcolatrice, una radio portatile e del nastro adesivo.





martedì 14 aprile 2009

Trasformare il nostro desktop in una scrivania 3D con Bumptop

Il desktop nella storia non ha subito mai dei cambiamenti "radicali". Wallpaper come sfondo, icone che ti portano ovunque vuoi tu e ogni tanto qualche widget. Ma perché non rivoluzionare radicalmente il nostro desktop, magari trasformandolo in una vera e propria scrivania 3D?





Bumptop è un software in grado di sostituire il nostro desktop con uno formato 3D. Il video vi illustra tutte le potenzialità di questo software.

I requisiti minimi sono 1GB di Ram e scheda video dedicata(non integrata alla Motherboard). Comunque sia sconsiglio a tutti coloro che hanno un pc un po antiquato l'utilizzo di questo software in quanto potrebbe davvero renderebbe invivibile il vostro pc.

Per il resto, è da provare ;-).


venerdì 10 aprile 2009

Trovare software per Linux in modo semplice e in formato .deb con GetDeb




Per coloro che hanno un sistema Linux privo di Synaptic può risultare difficile trovare il software di cui abbiamo bisogno, e ancor più difficile per i neofiti che ben poco sanno della compilazione di sorgenti (spesso i software si trovano in sorgente e vanno compilati).

Per questo oggi vi consiglio GetDeb, un ottimo servizio on-line che consente di trovare l'ultima versione del software che che cerchiamo e in più in formato .deb, facile da installare (se avete dubbi andate qui)

Che ne pensate?


lunedì 6 aprile 2009

Come installare i programmi su Linux



Inizio il post di oggi scusandomi per la mia lunga assenza, dovuta da vari motivi che non vi sto a raccontare...

Per farmi perdonare oggi voglio chiarire un argomento che , per molti neofiti di Linux può risultare davvero drammatico: l'installazione dei programmi.

Partiamo chiarendo i vari tipi di file (detti pacchetti) che possiamo scaricare al fine di installare un programma:

  • .deb : Solito tipo di pacchetti, il più comune utilizzato dalle distro di tipo Debian
  • .tar.gz e .tar.bz2 : Da considerarsi come normalissimi archivi, solo che all'interno hanno il nostro programma sorgente da compilare, solitamente utilizzato da Slackware.
  • .sh o .run : Solitamente non sono altro che dei piccoli "script" che si occupano di copiare" il nostro programma dalla stessa directory a quella del programma installato
  • .rpm : chiamati un tempo RedHat Packet Manager oggi RPM Package Manager, in poche parole funzionano un po come i file .deb, solo che sono specifici per sistemi basati su RedHat

Adesso vediamo nello specifico la procedura per come installare programmi da ognuno dei formati sopra descritti:


Installazione di pacchetti in formato .deb:

  1. Entriamo nel terminale e spostiamoci nella cartella dove si trova il file d'installazione con il comando cd nomepercorso.
  2. Ora digitiamo sudo dpkg -i pacchetto.deb
  3. Se vogliamo invece disinstallare il programma digitiamo sempre da terminale sudo dpkg -r pacchetto.deb
Oppure potrete utilizzare un metodo ancor più semplice: sempre da terminale digitate apt-get install nomepacchetto, al resto ci penserà Linux, cercando automaticamente le risorse necessarie per il funzionamento del programma ed eventualmente installarle.

Installazione dei pacchetti in formato .tar.gz e .tar.bz2 :

  1. Per prima cosa dobbiamo scompattare il pacchetto con il comando sudo tar zxvf pacchetto.tar.gz oppure sudo tar jxvf pacchetto.tar.bz2 in base al formato del nostro file
  2. Spostiamoci nella cartella dove abbiamo scompattato il pacchetto con il comando cd nomepercorso
  3. Facciamo partire la configurazione del nostro pacchetto con il comando ./configure
  4. Terminata l'operazione di configurazione creiamo l'installer con il comando make
  5. Installiamo il programma con il comando make install
Per far queste operazioni potrebbe essere necessario loggarsi come root (su da terminale e poi la password di root)


Installazione di pacchetti tramite .sh o .run:

  1. Trasferiamoci con il comando cd nomepercorso sulla cartella del file.
  2. Diamo i permessi di esecuzione al file con il comando sudo chmod a+rwx pacchetto.sh oppure sudo chmod a+rwx pacchetto.run
  3. Sempre da terminale, digitiamo sudo ./pacchetto.sh oppure sudo ./pacchetto.run per installare il programma

Installazione di pacchetti in formato .rpm:

  1. Trasferiamoci con il comando cd nomepercorso sulla cartella del file.
  2. Digitiamo sudo rpm -i nome pacchetto.rmp per iniziare l'installazione
  3. Per disinstallare il programma basta digitare sudo rpm -e nome pacchetto.rmp
Come vi ho detto prima questo formato funziona praticamente come i file .deb delle distro Debian, quindi esiste anche una funzione analoga alla apt-get, ovvero potrete installare i programmi semplicemente digitando yum install nomepacchetto.


Vi ricordo sempre di essere sicuri dei pacchetti che installate al fine di salvaguardare il vostro sistema (Linux è sicuro, ma putroppo non al 100%).